Alfano vs Berlusconi per primarie e leadership del PDL

Scontro politico e tensione tra Berlusconi e Alfano per la guida del partito. Il delfino del Cavaliere si distacca sempre più dal suo padre politico.

ROMA – Angelino Alfano preme per fare le primarie del Pdl e prova a convicere Silvio Berlusconi. Dopo una riunione tra il segretario azzurro e il Cavaliere a palazzo Grazioli durata più di sei ore e dopo che per tutto il giorno erano circolate voci di un possibile annullamento della competizione pidiellina, da sempre invisa all’ex premier, arriva la decisione: la consultazione si farà e giovedì si deciderà la data e i dettagli organizzativi. Ma le primarie del Pdl non potranno seguire il modello americano del voto sequenziale, spalmato in più giorni nelle varie regioni. Bisognerà risolvere la pratica in un’unica soluzione.

Il segretario l’avrebbe dunque spuntata, nonostante Berlusconi, stando a quanto riferiscono alcune fonti del Pdl, durante tutta la riunione avrebbe continuato a manifestare le proprie perplessità sulla consultazione. Al punto da far andare su tutte le furie il suo ex delfino che avrebbe addirittura minacciato le dimissioni: “Se le primarie non si fanno, io mi dimetto. Adesso”,  avrebbe sbottato Alfano intorno alle 17.30. “Se hai intenzione di archiviare le primarie- è il ragionamento che, secondo indiscrezioni, Alfano fa all’ex premier faccia a faccia- allora io mi dimetto, non ci sto a farmi ridere dietro”. Berlusconi sorride, e alla fine accetta la partita.

In serata viene diffusa la nota ufficiale del segretario. “Ho convocato per domani, alle 14 in via dell’Umiltà, i coordinatori regionali e provinciali del
partito – si legge nel documento – per un confronto sulle questioni organizzative e sulla data di svolgimento delle primarie.  Alla luce del fatto nuovo rappresentato dalla possibilità delle elezioni anticipate e accorpate – scrive ancora Alfano – il calendario delle elezioni primarie, inizialmente deciso dall’ufficio di presidenza del partito (con voto sequenziale ispirato al modello americano), diviene impraticabile, come ho già pubblicamente osservato in questi ultimi giorni”.

L’orientamento sarebbe dunque quello di scegliere una data secca per le consultazioni. Sul tavolo ci sono varie opzioni. Si è parlato più volte del 16 dicembre, ma il confronto è tutt’ora aperto. Convincere i dirigenti locali del partito a mettere in piedi il baraccone delle primarie in così poco tempo sarà una partita difficilissima. Nei giorni scorsi, più di un coordinatore ha detto chiaro e tondo a Gregorio Fontana, a capo dell’organizzazione delle consultazioni, che preparare tutto per il 16 dicembre “è impossibile”. Ma, come spiegano alcuni ‘retroscenisti’, Alfano sa che solo quella data (considerata anche da Gianni Alemanno come la migliore) può mettere le primarie del Pdl al sicuro dall’ennesimo ripensamento di Berlusconi. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte in Transatlantico, a Montecitorio, il partito di via dell’Umiltà avrebbe cerchiato in rosso la data di domenica 13 gennaio. Ma spostare più in là la data rischierebbe solo di dare più spazio e più tempo a chi vorrebbe mandare all’aria la competizione.

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