Nucleare e rinnovabili, il futuro in Cina è all’insegna del mix energetico

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Nucleare si, nucleare no. Dopo il disastro di Fukushima, la questione dell’energia dell’atomo è tornata alla ribalta. Tra contrari e favorevoli, c’è chi, come la Cina, ha pensato a un mix di produzione energetica da nucleare e fonti rinnovabili.

Nucleare

Riprenderà la costruzione di nuove centrali nucleari, sospesa dopo l’incidente in Giappone, come specifica il programma nazionale di sviluppo energetico, approvato lo scorso ottobre. Tutti i nuovi reattori nucleari, secondo il programma, dovranno essere conformi ai più elevati standard internazionali di sicurezza. He Jiankun, esperto dell’università ‘Tsinghua’ a Pechino, ha così commentato: “la scelta di un sito per una centrale nucleare deve essere basata su approfondite ricerche scientifiche e devono esserci adeguate garanzie che in nessun caso si verifichino perdite radioattive. Lo sviluppo del nucleare è significativo per l’ottimizzazione della struttura energetica della Cina – prosegue Jiankun – e di tutela della sicurezza energetica nazionale. La Cina continuerà a sviluppare l’energia nucleare in modo sicuro e altamente efficiente, la sicurezza è la priorità”.

Secondo Global Data, società di ricerca, la produzione nucleare passerà dagli 87 TWh del 2011 ai 470 del 2020. Attualmente, sono 15 i reattori operativi, 27 in fase di costruzione e ben 160 in fase di progettazione. Questi ultimi vivranno una fase di accelerazione dopo la revoca della moratoria sui nuovi impianti a seguito dell’incidente di Fukushima decisa da Pechino.

Fonti rinnovabili

Non c’è solo nucleare nelle strategie energetiche del gigante asiatico. La State Grid Corporation of China ha annunciato un piano per connettere gratuitamente alla rete di trasmissione nazionale gli impianti fotovoltaici e solari. Il programma, partito il 1° novembre scorso, si rivolge ai titolari di centri di produzione localizzati vicino ai consumatori e che hanno una potenza installata inferiore ai 10.000 kW totali. Alla base della scelta ci sono le misure antidumpig (misure attuate da uno Stato, allo scopo di contrastare la vendita di merci estere a prezzi inferiori a quelli del mercato interno)portate avanti da Stati Uniti e Europa. Secondo i piani del Governo, verrà installata una capacità pari a 15 GW entro il 2015.

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