Il calendario Maya è superato. Ecco come finirà davvero il mondo

fine_del_mondo1No, checché ne dica Twitter, il mondo non finirà oggi. Ma c’è poco da stare tranquilli – almeno se avete intenzione di vivere qualche altro miliardo di anni. Il mondo infatti finirà, o quantomeno si beccherà qualche orrenda catastrofe.

Di scelte per la vera fine del mondo ce n’è a bizzeffe: qui vi presentiamo sette delle più terrificanti, ma anche più scientificamente plausibili.

Ingoiati dal Sole
È lo scenario più certo, al quale quasi sicuramente non avremo scampo. Fra 5 e 7 miliardi di anni, il Sole si evolverà da nana gialla a gigante rossa, che si gonfierà fino a inglobare Mercurio, Venere e quasi certamente la Terra (Marte se la caverà per poco).

Avvolta dalla rovente atmosfera del Sole, la Terra inizierà, per attrito, a cadere sempre più verso il centro della nostra stella: nel processo la crosta e il mantello terrestre evaporeranno fino a che, in soli 200 anni, del nostro Pianeta non rimarrà più nulla. Tutto quello di cui un astronomo extraterrestre potrebbe accorgersi è un aumento insignificante (0,01%) degli elementi pesanti (ferro, silicio) nell’atmosfera solare: le ceneri del fu pianeta azzurro.

Arrostiti dal riscaldamento solare
In realtà ci dovremo preoccupare molto, molto prima. La luminosità del Sole aumenta molto lentamente ma con costanza. Ora come ora non c’entra nulla col riscaldamento globale a breve termine, che è opera nostra, ma a lungo termine diventerà importante. Tra soli 600 e 800 milioni di anni il riscaldamento dell’atmosfera aumenterà l’erosione a tal punto da distruggere il ciclo geologico con cui viene riciclata l’ anidride carbonica tra suolo e atmosfera. L’anidride carbonica crollerà a livelli talmente bassi da rendere impossibile la fotosintesi: senza piante, la vita animale morirà. Ma meno anidride carbonica non significa raffreddamento: con il Sole più caldo, l’acqua degli oceani evapora sempre di più, e il vapore acqueo è un ottimo gas serra. Risultato, tra un miliardo di anni tutti gli oceani saranno evaporati, con la Terra ridotta quasi come Venere: una sauna caldissima, soffocante. Entro 1,3 miliardi di anni potranno sopravvivere solo batteri in qualche remoto angolo ai due poli, e anche questi arrostiranno prima di 2-3 miliardi di anni nel futuro, quando le temperature medie del nostro Pianeta raggiungeranno i 150 gradi. Consoliamoci: se sulla Terra si bolle, il freddo Marte diventerà più tiepido. Migrare su Marte potrebbe essere un buon piano a lungo termine per sfangarla. Almeno per qualche altro centinaio di milioni di anni.

Colpiti da un asteroide
Credete che Deep Impact sia solo un film, e magari anche un po’ scarso? Guardate la Luna, anche senza un telescopio che ce ne mostri i crateri. Vedete quelle macchie scure, i mari? Sono le tracce di giganteschi impatti, talmente profondi da fondere la superficie e lasciare una cicatrice di lava scura. E la stessa Luna è figlia di uno scontro cosmico. Più recentemente, c’è chi pensa che il mito di Sodoma e Gomorra sia la staoria dell’impatto di un meteorite. Non serve chissà che: un asteroide di solo un chilometro di diametro devasterebbe un’area immensa, con un’esplosione di 60mila megaton, lasciando un cratere di 20 chilometri. Ancora più catastrofici sarebbero i cambiamenti climatici: un periodo di gelo, dovuto alla polvere che oscura la luce del sole per mesi e mesi, uccidendo le piante, seguito da un brusco riscaldamento dovuto all’accumulo di anidride carbonica e acqua, vaporizzati dall’esplosione.

Accadrà? C’è stata angoscia per un possibile  impatto dell’asteroide Apophis nel 2036: troppo piccolo per la fine del mondo, ma l’esplosione avrebbe comunque la rispettabile potenza di 500 megaton. Le probabilità però, ricalcolate recentemente, sono quasi nulle. Da tenere d’occhio invece  2011 AG5 e (29075) 1950 DA. Il primo ha una probabilità su 625 di colpire nel 2040, l’altro potrebbe schiantarsi fra qualche secolo, intorno al 2880, ed è anche bello grosso: un sasso di 1-1,5 chilometri di diametro. In ogni caso, la statistica ci dice che un asteroide più grosso di un chilometro dovrebbe colpire quasi sicuramente entro i prossimi 500mila anni. E tra 1,4 milioni di anni la piccola stella Gliese 710 si avvicinerà al Sole fino a solo un anno luce: abbastanza vicino da disturbare la nube di Oort, la culla di comete ai confini remoti del sistema solare. La gravità della stella rischia di far schizzare verso il Sole (e quindi anche verso di noi) migliaia di comete, aumentando la probabilità di impatti catastrofici.

Distrutti da un altro pianeta
Ma se dobbiamo avere paura di un asteroide, figurarsi di un intero pianeta che si scontra con noi come nel film di Lars Von Trier Melancholia. Già, perchè se pensate al Sistema solare come a un monotono orologio dove i pianeti stanno tutti al loro posto, vi sbagliate di grosso. Ogni pianeta, con la sua gravità, tira a sè gli altri pianeti: l’effetto è piccolo, ma a lungo termine può modificare le orbite in modo caotico e imprevedibile. Secondo i calcoli di Jacques Laskar e Michael Gastineau, a Parigi, esiste una probabilità piccola ma significativa (circa l’un per cento) che entro i prossimi tre miliardi di anni l’orbita di Mercurio diventi instabile e sempre più eccentrica. Questo genererebbe una reazione a catena che porterebbe Marte Venere a uscire a loro volta dalle loro orbite e, in alcuni casi, a scontrarsi con la Terra. Inutile aggiungere che del nostro pianeta non rimarrebbero che le briciole o, nel migliore dei casi, una palla di magma rovente.

Sotto il supervulcano
Le esplosioni, con tanto di drammatici effetti climatici, non devono venire per forza dallo Spazio. Il nostro pianeta ospita delle sonnecchianti bombe a orologeria, i supervulcani. Non hanno l’aspetto di singole montagne, ma sono intere regioni vulcaniche, capaci di rimanere dormienti per centinaia di migliaia di anni per poi esplodere in un colpo solo con una potenza decine o centinaia di volte superiore a quella del Krakatoa. E ci siamo già passati, cavandocela per un pelo: l’esplosione del supervulcano Toba, 70mila anni fa, potrebbe aver ucciso il 60 per cento della popolazione umana dell’epoca, cambiando drasticamente la nostra evoluzione.

Il candidato più probabile per il futuro? L’adorabile parco di Yellowstone. Tutti gli affascinanti fenomeni del parco naturale, dai geyser alle sorgenti termali, sono alimentati da un’immane sacca di rocce roventi, 57mila chilometri (sì: chilometri) cubi di mantello terrestre pronti a esplodere. L’ha già fatto in passato, e può succedere ancora. Immaginate un migliaio di Pompei tutte insieme nel mezzo degli Stati Uniti, con metri di cenere sopra a mezzo continente americano, e avrete una pallida idea di cosa potrebbe accadere.

Fritti dai raggi gamma
I lampi di raggi gamma o gamma ray bursts (Grb) sono tra i fenomeni più violenti dell’Universo. In pochi secondi una stella morente può produrre più energia, sotto forma di uno stretto fascio di radiazioni gamma, di tutta quella prodotta dal Sole in dieci miliardi di anni. Un lampo di raggi gamma diretto verso di noi a meno di 5mila anni luce da qui avrebbe conseguenze spaventose e bizzarre. Come prevedibile, il lato della Terra esposto alla stella-killer sarebbe immediatamente sterilizzato dalle radiazioni. Ma l’altro lato non sarebbe molto più fortunato: i raggi gamma distruggerebbero anche lo strato di ozono, permettendo ai raggi ultravioletti del Sole di creare altri danni. Infine i raggi gamma fanno reagire l’azoto e l’ossigeno dell’atmosfera, formando una nube opaca di ossidi d’azoto tossici e rendendo le piogge estremamente acide. Quanto è probabile? Prima o poi, ci toccherà. Un evento del genere accade in media ogni 600 milioni di anni: e infatti potrebbe essere già successo 450 milioni di anni fa, portando a un’estinzione di massa.

Annientati dal vuoto
Vi ricordate il Nulla che minacciava il regno di Fantàsia ne La storia infinita? Ecco, qualcosa del genere. La possibilità più inquietante per la fine del mondo deriva dal… vuoto. I fisici infatti hanno ipotizzato vari modelli in cui il nostro Universo si trova in uno stato cosiddetto metastabile, ovvero provvisoriamentestabile. Un po’ come una bottiglia in bilico su un tavolo: ferma solo finché nessuno gli dà una botta, facendola cadere per terra. Se qualcosa dà una botta analoga all’Universo, per esempio concentrando troppa energia in un solo punto, le leggi fisiche possono cadere in uno stato più stabile, propagando questo nuovo stato come una bolla che si espande alla velocità della luce. Ogni cosa che viene inglobata dalla bolla verrebbe completamente annientata, in quanto le leggi fisiche del nostro Universo non si applicherebbero più, e verrebbe sostituita da un nuovo Spazio con una nuova serie di leggi della fisica. In più, i bordi della bolla in espansione genererebbero un’enorme quantità di radiazioni. Le probabilità che accada sono bassissime (altrimenti sarebbe già successo e non saremmo qui a parlarne), ma se veramente siamo in un vuoto in bilico, può cadere giù in ogni momento.

Inquietantemente, la conferma che viviamo davvero in equilibrio sul vuoto potrebbe saltare fuori proprio dal famoso bosone di Higgs. Alcune teorie prevedono infatti che un bosone di Higgs con una massa simile a quella misurata da Lhc  implichi proprio la metastabilità del vuoto. Particella di Dio? Sì, con apocalisse inclusa.

Fonte: Wired

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