Per 6 giovani su 10 la laurea non basta più

giovaniPer trovare lavoro le referenze e l’esperienza ‘sul campo’ contano piu’ del titolo di studio. E se per un giovane su quattro le difficolta’ principali sono i turnover bloccati e le imprese che non assumono a causa spesso della crisi economica, la richiesta che fanno i ragazzi e’ chiara e semplice: ”Piu’ meritocrazia e piu’ integrazione nei progetti aziendali”.

A fotografare la realta’ dei giovani nel mondo del lavoro e’ una ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino in occasione del Premio di Laurea Sanpellegrino Campus, attraverso un sondaggio online in collaborazione con Tesionline su piu’ di 11mila laureati e studenti universitari italiani, ”per capire quali sono i problemi, i bisogni e le aspettative nei confronti del mondo del lavoro e delle aziende”.

Per entrare nel mercato del lavoro, dice il 56% dei giovani intervistati, ”neanche la laurea da sola basta a trovare un impiego”. Nonostante questo, solo il 22% dei laureati e il 26% degli studenti lascerebbero l’Italia per andare all’estero. L’obiettivo futuro e’ ”la piena realizzazione professionale” per un laureato su quattro (26%), mentre uno studente su tre (31%) sogna di entrare a far parte di una grossa azienda o di un gruppo internazionale. Tuttavia ciò che manca ”e’ un ponte che metta in comunicazione giovani e imprese (16%) – spiega l’indagine – e forme contrattuali che si trasformino in assunzione (16%)”.

Piu’ nello specifico, secondo i giovani le difficolta’ che impediscono di trovare un posto di lavoro in Italia sono dovute ai turnover bloccati (25%), una percezione che sia accentua ancora di piu’ tra gli universitari (31%). Un laureato su tre (36%) invece indica le difficolta’ maggiori nei costi del lavoro troppo elevati (12%), nella poca attitudine al rischio e all’innovazione (12%) e nel mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro (12%).

Nonostante tutte le difficolta’ evidenziate, tre quarti dei ragazzi non lascerebbero mai l’Italia per motivi di lavoro. ”Il 16% dei laureati – dice la ricerca – vorrebbe restare in Italia per affermarsi e trovare un futuro in quello che sentono come il loro Paese, mentre 2 studenti su 10 (20%) sono scettici e ritengono che all’estero la situazione non sia molto diversa da quella italiana. Senz’altro cio’ che spingerebbe a trovare un’occupazione fuori dall’Italia e’ la sfiducia nelle possibilita’ di crescita del Paese, e l’idea che al di fuori dei confini italiani ci siano criteri meritocratici piu’ certi e trasparenza negli avanzamenti di carriera”.

Infine, per quanto riguarda le ambizioni future dei giovani, l’indagine traccia una linea netta: studenti e laureati vogliono ”realizzarsi professionalmente e diventare indipendenti”. E perche’ cio’ si verifichi, chiedono alle aziende ”di premiare il merito e di diventare parte attiva dei progetti aziendali”. Intanto, pero’, solo il 9% dei laureati e il 6% degli studenti riesce a vedersi pienamente realizzato da qui a dieci anni.

Fonte: Ansa

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