Alfano vs Berlusconi per primarie e leadership del PDL

Scontro politico e tensione tra Berlusconi e Alfano per la guida del partito. Il delfino del Cavaliere si distacca sempre più dal suo padre politico.

ROMA – Angelino Alfano preme per fare le primarie del Pdl e prova a convicere Silvio Berlusconi. Dopo una riunione tra il segretario azzurro e il Cavaliere a palazzo Grazioli durata più di sei ore e dopo che per tutto il giorno erano circolate voci di un possibile annullamento della competizione pidiellina, da sempre invisa all’ex premier, arriva la decisione: la consultazione si farà e giovedì si deciderà la data e i dettagli organizzativi. Ma le primarie del Pdl non potranno seguire il modello americano del voto sequenziale, spalmato in più giorni nelle varie regioni. Bisognerà risolvere la pratica in un’unica soluzione.

Il segretario l’avrebbe dunque spuntata, nonostante Berlusconi, stando a quanto riferiscono alcune fonti del Pdl, durante tutta la riunione avrebbe continuato a manifestare le proprie perplessità sulla consultazione. Al punto da far andare su tutte le furie il suo ex delfino che avrebbe addirittura minacciato le dimissioni: “Se le primarie non si fanno, io mi dimetto. Adesso”,  avrebbe sbottato Alfano intorno alle 17.30. “Se hai intenzione di archiviare le primarie- è il ragionamento che, secondo indiscrezioni, Alfano fa all’ex premier faccia a faccia- allora io mi dimetto, non ci sto a farmi ridere dietro”. Berlusconi sorride, e alla fine accetta la partita.
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Scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. Arresti da Milano a Cosenza, 5 arresti

Operazione coordinata di Ros, carabinieri e Digos. Arresti all’alba per persone vicine agli ambienti anarchici e delle tifoserie. Sarebbero responsabili di “devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale” al corteo contro Berlusconi di un anno fa.

Tutti sapevano ma nessuno lo ha evitato.

Dopo un anno poi scatta il blitz dei Ros e del Comando provinciale dei carabinieri, con la Digos della capitale, stanno eseguendo cinque provvedimenti cautelari a Roma, Savona, Milano e Cosenza, emessi dal gip del Tribunale di Roma a carico di altrettante persone, ritenute vicine agli ambienti dell’anarchia, del movimento antagonista e delle tifoserie violente.

Si sarebbero resi responsabili di “devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale” durante gli scontri del 15 ottobre 2011 alla manifestazione per la giornata mondiale degli indignati a Roma. Una delle cinque persone arrestate era già in carcere a Milano per vicende analoghe. Ritenuto vicino all’area antagonista, il giovane era finito in cella nei mesi scorsi per gli incidenti avvenuti durante una manifestazione. L’ordinanza di custodia cautelare gli è quindi stata notificata in carcere.
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