Campagna elettorale, nessuna trasparenza sulle voci di spesa del movimento di Grillo

mov_5_stelleNon si sa molto di come il Movimento 5 Stelle stia finanziando la sua campagna elettorale. Martedì, da una piazza di Catanzaro, Beppe Grillo è tornato a ripetere: “Nessuno ci venga a dire che senza soldi la politica non si può fare. Noi siamo la dimostrazione del contrario. Non abbiamo preso un euro, eppure siamo la prima forza politica del Paese”. Iperboli a parte (difficile sia la prima forza politica, anche se i sondaggi dicono che può ambire almeno al terzo posto) la dichiarazione è interessante: non spende un euro, il Movimento di Beppe Grillo. Ma il suo leader sta girando il Paese con un camper toccando due o addirittura tre piazze al giorno. Come? Con quali soldi?  Leggi il resto dell’articolo

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“Così siamo diventati poveri”. Le diverse facce della crisi in Italia

allarme-povertaI NUMERI non rendono l’idea. Siamo assuefatti, bombardati. Non li tratteniamo neppure il tempo necessario perché si traducano in un pensiero. Sono le storie che parlano. Quelle sì, quelle somigliano tutte a qualcosa che sappiamo. La commessa del super, il fornaio dove vai a comprare le rosette, il ragazzo che ha l’età di tuo figlio, il padre di mezza età, la madre.

Questa è l’Italia, questi siamo noi. Narcotizzati da una campagna elettorale che discute di pensioni e di tasse, di esodati e di aliquote: un mondo politico che parla, provando a farsi votare, a chi il lavoro ce l’ha o ce l’ha avuto. Ma quasi la metà del paese non ha lavoro, lavora al nero, ha redditi sotto i mille euro. La media delle famiglie  italiane guadagna meno di ventimila euro l’anno, dicono i dati ministeriali, con buona pace delle discussioni sulla patrimoniale per chi ha redditi sopra il milione o il milione e mezzo.
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