Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, conclude le attività di smantellamento del primo gruppo di quattro scatole a guanti nell’impianto IPU di Casaccia

SOGIN - Casaccia, fase dello smantellamento di 4 scatole a guantiSogin ha concluso nell’impianto Plutonio (IPU) di Casaccia le attività di smantellamento del primo gruppo di quattro scatole a guanti contaminate da plutonio. Realizzato nella prima metà degli anni ‘60 ed operativo fino al 1986, Ipu è un impianto del Centro di Ricerche Enea, passato a Sogin nel 2003 con l’obiettivo di liberare il sito da ogni vincolo radiologico. Leggi il resto dell’articolo

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Impianti IPU e Opec Casaccia – Progetto Sogin per la bonifica ambientale del sito

INel sito di Casaccia, Sogin continuerà, nei prossimi quattro anni, lo smantellamento delle scatole a guanti, operazione conseguita per la prima volta in Italia con tecniche in linea con le migliori esperienze internazionali del settore, e le attività di caratterizzazione dei rifiuti radioattivi. Saranno rimossi e smantellati i serbatoi interrati dei rifiuti liquidi radioattivi e proseguiranno i lavori di adeguamento della struttura dell’impianto OPEC-2 a deposito temporaneo.

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Sogin: a Casaccia concluso lo smantellamento del primo gruppo di 4 scatole a guanti

SOGIN - Casaccia, fase dello smantellamento di 4 scatole a guantiSogin ha concluso nell’ impianto Plutonio (IPU) di Casaccia le attività di smantellamento del primo gruppo di quattro scatole a guanti contaminate da plutonio. L’impianto Ipu, realizzato nella prima metà degli anni 60 ed operativo fino al 1986, è un impianto del Centro di Ricerche Enea passato a Sogin nel 2003 con l’obiettivo di liberare il sito da ogni vincolo radiologico.

Le scatole a guanti, all’interno delle quali è presente il plutonio, sono ambienti confinati che durante l’esercizio dell’impianto erano impiegate per manipolare il plutonio nell’ambito delle attività di ricerca per la produzione di elementi di combustibile nucleare. Le operazioni di smantellamento, realizzate da tecnici Sogin, hanno seguito procedure operative e tecniche in linea con le migliori esperienze internazionali del settore e si sono svolte all’interno di una tenda, denominata Pedi, mantenuta “in depressione” rispetto all’ambiente esterno per impedire fuoriuscite accidentali di materiale radioattivo. Leggi il resto dell’articolo