“Così siamo diventati poveri”. Le diverse facce della crisi in Italia

allarme-povertaI NUMERI non rendono l’idea. Siamo assuefatti, bombardati. Non li tratteniamo neppure il tempo necessario perché si traducano in un pensiero. Sono le storie che parlano. Quelle sì, quelle somigliano tutte a qualcosa che sappiamo. La commessa del super, il fornaio dove vai a comprare le rosette, il ragazzo che ha l’età di tuo figlio, il padre di mezza età, la madre.

Questa è l’Italia, questi siamo noi. Narcotizzati da una campagna elettorale che discute di pensioni e di tasse, di esodati e di aliquote: un mondo politico che parla, provando a farsi votare, a chi il lavoro ce l’ha o ce l’ha avuto. Ma quasi la metà del paese non ha lavoro, lavora al nero, ha redditi sotto i mille euro. La media delle famiglie  italiane guadagna meno di ventimila euro l’anno, dicono i dati ministeriali, con buona pace delle discussioni sulla patrimoniale per chi ha redditi sopra il milione o il milione e mezzo.
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Disoccupazione giovanile, record assoluto al 37%

disoccupazioneIl tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è pari al 37,1%, si tratta del record assoluto, ai massimi sia dalle serie mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dalle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre ’92. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

Invece il tasso di disoccupazione a novembre resta all’11,1%, lo stesso livello di ottobre e quindi ancora ai massimi da gennaio 2004, inizio serie mensili, e dal primo trimestre del ’99, guardando alle serie trimestrali.

Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori). Su base annua il tasso è in aumento di 1,8 punti.
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L’Annuario Istat fotografa l’Italia nel 2012. Boom di separazioni e aumento del rito civile

credo-nel-matrimonio1Per il quarto anno consecutivo in Italia cala il numero dei matrimoni: nel 2011 ne sono stati celebrati 208.702, quasi 9mila in meno dell’anno precedente. Di conseguenza il tasso di nuzialità passa da 3,6 a 3,4 per mille. Al Sud il tasso di nuzialità, pur se in calo (da 4,4 a 4,1 per mille), supera la media del paese.

È quanto emerge dall’Annuario statistico italiano 2012 presentato oggi dall’Istat. Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa (60,2%), ma sono sempre di più le coppie che decidono si sposarsi davanti all’ufficiale di stato civile (da 79mila nel 2010 a circa 83mila nel 2011).

È soprattutto al Sud che prevale un modello di tipo ’tradizionale’, dove la percentuale dei matrimoni celebrati con il rito religioso è del 76,3%, contro il 48,8% del Nord e il 50,1% del Centro.  Leggi il resto dell’articolo