“Così siamo diventati poveri”. Le diverse facce della crisi in Italia

allarme-povertaI NUMERI non rendono l’idea. Siamo assuefatti, bombardati. Non li tratteniamo neppure il tempo necessario perché si traducano in un pensiero. Sono le storie che parlano. Quelle sì, quelle somigliano tutte a qualcosa che sappiamo. La commessa del super, il fornaio dove vai a comprare le rosette, il ragazzo che ha l’età di tuo figlio, il padre di mezza età, la madre.

Questa è l’Italia, questi siamo noi. Narcotizzati da una campagna elettorale che discute di pensioni e di tasse, di esodati e di aliquote: un mondo politico che parla, provando a farsi votare, a chi il lavoro ce l’ha o ce l’ha avuto. Ma quasi la metà del paese non ha lavoro, lavora al nero, ha redditi sotto i mille euro. La media delle famiglie  italiane guadagna meno di ventimila euro l’anno, dicono i dati ministeriali, con buona pace delle discussioni sulla patrimoniale per chi ha redditi sopra il milione o il milione e mezzo.
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Una protesta sulle note di Gangnam Style

Psy performs Gangnam StyleUn gruppo di operai, anche non più giovani, ha ballato per strada il Gangnam Style per attirare l’attenzione dei media sui problemi della loro azienda e per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi.

Secondo quanto riferisce la stampa cinese, gli operai di un’azienda edile di Wuhan hanno deciso di effettuare una inusuale e pacifica forma di protesta contro il capo della loro azienda, debitore, a loro dire, di grosse somme di denaro verso gli operai e le loro famiglie. Leggi il resto dell’articolo