Troppi i Comuni fuori legge. Curricula e stipendi ancora offline

buste_paga_dirigentiPer capire che cosa significa vivere al buio bisogna essere cittadini di Zapponeta, nel Foggiano.

Un paio di secondi per accedere al sito del Comune, molto meno per rendersi conto che delle informazioni fondamentali non c’è traccia.

Solo un lungo elenco di numeri telefonici e indirizzi mail. Niente nomi, di curricula e stipendi neanche l’ombra. 

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Mentre il governo stringe definitivamente sulla trasparenza con un decreto che punta a creare un «Freedom Act» all’italiana, con stangate durissime per chi si non si adegua agli standard, basta andare a scavare tra le home page dei portali istituzionali per rendersi conto che il Terzo Mondo digitale è dietro l’angolo.

Cosa prevede il decreto

Su Zapponeta sventola la bandiera nera, ma è in ottima compagnia. Perché la ricerca delle informazioni rese obbligatorie dal decreto legislativo 150/2009 è impresa spesso impossibile. Anche nei ministeri. E’ impietosa la fotografia scattata dalla «Bussola della trasparenza», il servizio messo a punto dal ministero della Pubblica Amministrazione meno di un anno fa. Stipendi irrintracciabili, bandi di gara solo off line. Perfettamente a norma meno del 10 per cento degli enti pubblici. Nonostante gli sforzi dell’esecutivo, nonostante la parola «trasparenza» sia balzata ai primi posti nei programmi di tutti i candidati.

Promossi e bocciati  

Tra i promossi- con lode- c’è la Regione Liguria, che nella classifica della «Bussola» sfiora l’80 per cento di obiettivi raggiunti. Gli indicatori soddisfatti, alla fine del 2012, erano 32 su 41. Un record. Maglia nera per l’Emilia Romagna, che raggiunge solo 4 target, e per Abruzzo, Basilicata e Campania.

Possono sorridere i piemontesi, dove oltre il 35 per cento dei siti mette in rete gli stipendi dei politici e svetta nella top ten delle Regioni che permettono di verificare entrate e uscite.

La bussola del governo 

Eppure, lentamente, qualcosa si muove. Anche grazie alla «Bussola», spiega il suo ideatore, l’ingegnere Davide D’Amico, che «partendo da un investimento di 20mila euro ha innescato un meccanismo virtuoso. Le amministrazioni, sotto il controllo dei cittadini, sono più spronate a mettersi in ordine».

Dall’ultimo decreto, che rende obbligatorio pubblicare i patrimoni dei politici e i bandi di gara, pena lo stop agli stipendi e agli incarichi, il governo si aspetta la sferzata decisiva.

Perché il gap tecnologico è una scusa dietro cui si sono nascosti in troppi. «Tutti hanno un’agenzia a cui affidarsi- prosegue D’Amico- l’arretratezza è un fattore minimale». Difficile pensare che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali- ultimo in classifica, con appena quattro indicatori soddisfatti su quarantadue- abbia problemi hi-tech. E lo stesso vale per Difesa e Lavoro, appena più su in un settore in cui svettano lo Sviluppo, l’Interno e i Beni Culturali, che raggiungono il 100 per cento.

Il black out del Trentino  

Per quanto riguarda i bandi, black out totale in Trentino, appena più su la Calabria. La parola trasparenza è entrata nei programmi di tutti gli schieramenti. «Serve una profonda riorganizzazione perchè siamo indietro di 20 anni» dice Oriano Giovannelli, presidente del Forum Pa del Pd. Il Pdl intende portare avanti la riforma della pubblica amministrazione continuando l’azione intrapresa dall’ex ministro Renato Brunetta. «Un tema che va posto in cima all’agenda delle cose da fare» sostiene Simona Vicari, segretario dell’Ufficio di Presidenza del Senato convinta che «è soprattutto sul fronte del ringiovanimento che la battaglia deve essere serrata». E, mentre l’Agenda Monti scommette su «Una pubblica amministrazione più agile, più efficiente, più trasparente», Beppe Grillo attacca l’«amministrazione sovradimensionata, costosa e inefficiente». 

La stretta della politica  

Ora la parola passa al garante per la privacy e alla conferenza unificata, che dovranno ratificare il «Freedom Act» made in Italy. Un provvedimento che, spiegano da Palazzo Chigi, garantirà «accessibilità totale delle informazioni su ogni aspetto dell’organizzazione e dell’attività amministrativa, del perseguimento delle funzioni istituzionali e dell’utilizzo delle risorse pubbliche». Poi le norme saranno operative. E anche per chi vive a Zapponeta, finalmente, potrebbe accendersi la luce.

Fonte: LaStampa

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